lunedì 22 aprile 2019

Nel piccolo spazio di un libro.





Sempre in vita natural durante evolviamo ancora e dentro di noi e noi dentro il mondo, mentre anche il mondo si evolve o retrocede, noi poeticamente tiriamo fuori dal limbo di armadi nascosti le mille parole dimenticate per raccontarci in forma letteraria il frutto delle più estrose riflessioni condivisibili sul mondo, lo spazio dimenticato ancora e nuovamente vivibile del nostro progressivo adattamento: il nostro continuo presente è dipanare con la scrittura lo sguardo assorto o svagato. 



Al momento attuale, e anche in ogni momento successivo di chi legge il testo, non è escluso alcun strumento a suo modo adatto per registrare e conservare, nel tempo di ogni tempo, gli aspetti più significativi delle storie vissute di cui siamo partecipi anche solo come testimoni marginali così come gli oggetti o le immagini dipinte e incollate sui fogli che infiliamo nelle cartellette; altre storie più antiche proseguono negli anni il loro corso con cambiamenti progressivi che sappiamo interpretare e che accettiamo in un preciso momento oppure rimangono immutate nel loro cassetto e noi le riscopriremo fresche e attuali parecchi anni dopo, in momenti ben determinati. 



Il pensiero lascia traccia, l‘azione lascia traccia, l’immagine lascia traccia, il segno lascia traccia, tutte queste tracce vengono racchiuse nella valigia vecchia di cartone infilata negli scaffali dell’oblio e dei colori discordanti.

Noi sappiamo che tutto quello che è stato fatto può ritornare con una dialettica diversa nei nostri spazi predisposti: anche questa è una condizione che scompiglia le carte e predispone a nuovi orientamenti; si rivedono le pagine con maggiore libertà ed ognuna singolarmente diventa valida e determinante, impiegando il tempo necessario per rilasciare una traccia evidente e coinvolgente di tale pratica letteraria. 


Forse è anche uno dei motivi per cui si scrive, considerando ogni pagina che esce dal baule una buona parte dell’intima nostra remota terra immateriale, ideale, invisibile che noi lavoriamo per rendere percepibile, visibile e reale nel piccolo spazio di un libro.