venerdì 23 gennaio 2015

domenica 18 gennaio 2015

Tamara Zemlyanaya

Tamara Zemlyanaya, Russian artist, has recently exhibited his elegant pen drawings in the Museum of Fine Arts in St. Petersburg, where he earned the praise of critics and the public.

She was particularly enthusiastic about my invitation to present them now in Val Bormida, in my "cabin sheet" (which is in secret location), residing for years in the area of forests in the territory of decentralized Cairo Montenotte - Savona.


His works on nature will be placed in the nature of our forests for the eyes of privileged friends who come from all over to my / our "BDL" (cabin sheet), equipped with walkers, with compass, water bottle, binoculars and digital camera.




Tamara Zemlyanaya is one of the artists who adhere to the "General Theory of Place", a famous philosophical text-behavioral developed by thinkers Polish Borowski - Plaszkowska - Thorek where he wrote, among other things, that "in the world there is no sufficient reason of the place, that reason exists only in the artist. The place was born as a result of a decision."


In February, the exhibition will document publicly original Russian artist with good spread of images and texts; the initiative is very well in my research project "We Make History Wonderful 2015" where there is a clear strategy to place the individual artist's work and to disseminate the message using the current communication tools which we can access with intelligent and versatile method .


Bruno Chiarlone Debenedetti

From Russia in Baracca di Lamiera - Italy - new exhibit of art



La prima location internazionale in Val Bormida
ha pareti di lamiera e un parco boschivo privato.

Aprirà a febbraio con una mostra grafica di Tamara Zemlyanaya.

Tamara Zemlyanaya, artista russa, ha recentemente esposto i suoi eleganti disegni a penna nel Museo dell’Accademia di Belle Arti a San Pietroburgo dove ha meritato gli elogi della critica e del pubblico.
È stata particolarmente entusiasta del mio invito a presentarli ora in Val Bormida, nella mia “Baracca di Lamiera” (che si trova in località segreta), localizzata da anni nella zona dei boschi nel territorio decentrato di Cairo Montenotte - Savona.
Le sue opere sulla natura saranno collocate nella natura dei nostri boschi per gli occhi di privilegiati amici che giungeranno da ogni dove alla mia/nostra “BDL” (Baracca di Lamiera), equipaggiati da escursionisti, con bussola, borraccia, binocoli e fotocamera digitale.





Tamara Zemlyanaya è una degli artisti che aderiscono alla “Teoria generale del Posto”, un famoso testo filosofico-comportamentale messo a punto dai pensatori polacchi Borowski – Plaszkowska – Thorek dove è scritto, tra l’altro, che “nel mondo non esiste alcuna sufficiente ragione del posto, questa ragione esiste solo nell’artista. Il posto nasce come risultato di una decisione.”

A febbraio documenteremo pubblicamente la mostra originale dell’artista russa con buona diffusione di immagini e testi; l’iniziativa rientra egregiamente nel mio progetto di ricerca “We History Wonderful Make 2015” dove si viene a collocare la precisa strategia individuale dell’artista per divulgare l’opera e il messaggio utilizzando gli attuali strumenti comunicativi cui possiamo accedere con metodo versatile e intelligente.

Bruno Chiarlone Debenedetti

18 gennaio 2015


sabato 3 gennaio 2015

A slice of memory in [art] Val Bormida tomorrow…


[A slice of memory in Val Bormida tomorrow…]

Una fetta di memoria nel nostro paese di domani ovvero costruire ogni giorno attorno a noi qualcosa di concreto che abbia futuro, questo mi è congeniale in arte ma anche nella realtà quotidiana è stata una verità che ci ha seguito nel nostro cammino.
Era la filosofia che abbiamo respirato dal dopoguerra e che ci ha fatto compagnia ogni giorno. Era la fetta di torta che la mamma preparava con amore in occasioni rare e che noi ricordavamo nel tempo con il suo sapore sul quale modulavamo ogni altro sapore di festa.
Torta e memoria andavano assieme, noi ci nutrivamo con fette di memoria costruendo il futuro, ed ogni domani aveva questa certezza. Ognuno sapeva costruire il futuro mentre la mamma sapeva fare la torta. Ora la mamma è morta, il futuro è incerto. Ma non ci manca la torta, possiamo mangiarla anche tutti i giorni…
Perché siamo spiazzati? Perché cerchiamo lavori che non ci vogliono invece di cercare noi stessi? Che cosa si è rotto? Abbiamo creduto alle favole false che ci han fatto credere e ci siamo mangiati il futuro invece della torta?
Il guaio è che non ci siamo più mangiati la mamma nei nostri pasti quotidiani: quando si amano le persone esse sono con noi quando consumiamo il pasto e noi le mangiamo, ci nutriamo dei nostri genitori ogni giorno per crescerli al futuro.
Ogni giorno bisogna mangiare la madre e il padre, solo così le vivande entrano nella nostra memoria e nel nostro domani. Quando non c’è più la torta della mamma bisogna mangiare la mamma e poi mangiare il domani, poi mangiare la Val Bormida perché ci sia sempre la nostra Valle.
Et quae hodie est cras in futurum…
Bruno Chiarlone Debenedetti
 Sabato 3 gennaio 2014